International Masonic Symposium
Nov 22th and 23th 2025

Saluti fraterni ai Risp.·.li FF.·. e SS.·. che, in ogni Oriente di ogni Risp.·. Obbedienza del mondo, lavorano per la Luce nella Fratellanza universale.
Costruire ponti è l’essenza stessa del lavoro massonico. È l’Arte Regale di unire senza confondere, di collegare ciò che appare distante, di far dialogare le differenze per trarne armonia. Il pontifex dell’antica Roma – tradizionalmente inteso come “costruttore di ponti” – era un mediatore tra mondi: colui che permetteva al sacro di raggiungere l’umano, e all’umano di rispecchiarsi nel sacro. Così l’Iniziato, nel suo cammino, si fa costruttore di ponti tra ciò che è visibile e ciò che è invisibile, tra il Sé e l’altro, tra Tradizione e divenire della storia.
La Libera Muratoria speculativa avrebbe dovuto esercitare questa vocazione universale riconoscendo nella libertà di coscienza, nella tolleranza e nella fraternità gli assi portanti di una spiritualità capace di abbracciare l’Umanità intera. Non unità imposta, ma Comunione che nasce dal riconoscimento reciproco, Alleanza cosmopolita di spiriti liberi, che oggi – nel mondo frammentato e polarizzato del Terzo Millennio – torna a essere più che mai urgente, al fine di creare ponti e ricomporre ciò che è stato diviso ridando senso all’unità nella diversità.
Purtroppo, questo disegno alto e generoso è rimasto in gran parte irrealizzato. Troppo spesso la Massoneria si è lasciata imprigionare dall’ego e dai metalli dell’imperfezione umana, cedendo a formalismi, divisioni interne e logiche di potere che hanno oscurato la sua vocazione originaria: quella di essere promotrice di coesione, di dialogo nel mondo profano.
Nel linguaggio simbolico della Libera Muratoria, il ponte è anche un passaggio iniziatico. Ogni ponte comporta un rischio, perché attraversa una distanza e invita al cambiamento. È il gesto consapevole dell’Uomo libero e di buoni costumi che non resta chiuso nella propria sponda, ma cerca l’altro con umiltà e coraggio.
Come ogni Rituale autentico “sospende il tempo profano” e restituisce al mondo la sua dimensione sacra, allo stesso modo, la costruzione di ponti tra uomini, culture e Obbedienze differenti è un atto rituale che azzera la diffidenza, rinnova il patto della Parola e riapre lo spazio del dialogo.
La Massoneria è una ricerca religiosa della verità”. La sua universalità risiede non nella dispersione, ma nella fedeltà a un centro comune. Per questo il ponte massonico non è una semplice alleanza di opinioni, ma un’Opera di riconnessione al Principio: un’architettura invisibile fondata su pietre vive: la rettitudine, la libertà interiore, la sincerità del lavoro su di Sé.


Nel mondo liquido di oggi, descritto da Zygmunt Bauman, dove tutto si scioglie e scorre nella velocità e nel rumore, la Massoneria può offrire una bussola etica. Costruire ponti significa opporsi alla cultura della scissione e della superficialità, riabilitando la parola come atto di responsabilità, per restituire senso all’incontro quale condivisione di conoscenza nell’alterità.

La Massoneria universale del Terzo Millennio dovrà operare su tre piani intimamente connessi. Sul piano interiore, per trasformare il dualismo in armonia, valorizzando il lavoro su se stessi come premessa indispensabile di rinascita. Sul piano iniziatico, per ricomporre il tessuto fraterno tra Obbedienze e Riti, riscoprendo una potente matrice comune nel linguaggio dei simboli. Sul piano civile, infine, per restituire alla società un orizzonte di senso, ponendo al centro la dignità dell’Uomo e promuovendo conoscenza, libertà di pensiero e giustizia come manifestazioni concrete del Lavoro massonico.
L’Universalità non si decreta, si costruisce giorno dopo giorno, pietra su pietra, parola su parola. Essa non annulla le differenze, ma le orchestra come in una sinfonia, dove ogni voce trova la propria armonia nella relazione con le altre. È la catena d’unione che attraversa i secoli, invisibile ma reale, perché si fonda sull’impegno e sulla coerenza dei Fratelli e delle Sorelle che la costituiscono.
Nel suo cuore più profondo, la Massoneria è un laboratorio di umanità dove la diversità diventa forza e la verità non si impone, ma si ricerca nell’Uno. Il suo compito nel Terzo Millennio è quello di essere ponte fra tradizione e futuro, fra esoterismo e responsabilità civile, fra l’unità dell’Ideale e la molteplicità delle forme.
Ogni ponte richiede un disegno, una misura e una fede nel passaggio. L’architetto non conosce ancora la riva opposta, ma la immagina e la rende possibile. Così il Massone, fedele al suo giuramento, lavora nel silenzio, unisce ciò che è separato, custodisce la Luce e la trasmette. È costruttore di ponti interiori e sociali, di conoscenza e di bellezza, di solidarietà e di spirito, di forza e di Saggezza.
Solo così l’universalità cesserà di essere un’astrazione e diventerà un’esperienza concreta, un atto di fraternità operante nel mondo, un respiro che attraversa le generazioni. E in questo lavoro silenzioso e ardente, la Massoneria potrà continuare a meritare il suo antico nome di Arte Reale: quella che, unendo le pietre del visibile e dell’invisibile, ricostruisce il Tempio dell’Umanità.
La Luce non si possiede: si trasmette.


E nel momento in cui illumini un altro, scopri di aver costruito un ponte verso Te stesso.


Ho detto.


➢ Fr.·. Cefa 98.·. Sostituto Grande Ierofante Mondiale e Gran Maestro della Gran Loggia di Sardegna di Memphis e Misraïm nell’Ordine dei Riti Uniti di Memphis e Misraïm
➢ Fr.·. Carlo Corlianò 3.·.33.·. Sovrano Gran Commendatore Gran Maestro della Gran Loggia Italiana Discendenza Joseph Cerneau R.·.S.·.A.·.A.·.
➢ Fr.·. Tat 3.·.33.·. Luogotenente Sovrano Gran Commendatore Gran Maestro Primo Vicario Aggiunto della Gran Loggia Italiana Discendenza Joseph Cerneau R.·.S.·.A.·.A.·. e 90.·. della Gran Loggia di Sardegna di Memphis e Misraïm nell’Ordine dei Riti Uniti di Memphis e Misraïm.



Construyamos puentes para realizar la Universalidad de la Masonería del Tercer Milenio


Saludos fraternales a las Resp.·. HH.·. y SS.·., que en cada Oriente de cada Resp.·. Obediencia del mundo trabajan por la Luz en la Fraternidad universal.
Construir puentes es la esencia misma del trabajo masónico. Es el Arte Real de unir sin confundir, de conectar lo que parece distante, de hacer dialogar las diferencias para extraer de ellas armonía. El pontifex de la antigua Roma – tradicionalmente entendido como “constructor de puentes” – era un mediador entre mundos: aquel que permitía que lo sagrado alcanzara lo humano, y que lo humano se reflejara en lo sagrado.
Así también el Iniciado, en su camino, se convierte en constructor de puentes entre lo visible y lo invisible, entre el Ser y el otro, entre la Tradición y el devenir de la historia.
La Masonería especulativa habría debido ejercer esta vocación universal, reconociendo en la libertad de conciencia, en la tolerancia y en la fraternidad los ejes fundamentales de una espiritualidad capaz de abrazar a toda la Humanidad. No una unidad impuesta, sino una Comunión que nace del reconocimiento recíproco: una Alianza cosmopolita de espíritus libres que hoy – en el mundo fragmentado y polarizado del Tercer Milenio – vuelve a ser más urgente que nunca, con el fin de crear puentes y recomponer lo que ha sido dividido, devolviendo sentido a la unidad en la diversidad.
Lamentablemente, este alto y generoso propósito ha quedado en gran parte irrealizado. Con demasiada frecuencia la Masonería se ha dejado aprisionar por el ego y por los metales de la imperfección humana, cediendo a formalismos, divisiones internas y lógicas de poder que han oscurecido su vocación originaria: la de ser promotora de cohesión y de diálogo en el mundo profano.
En el lenguaje simbólico de la Masonería, el puente es también un pasaje iniciático. Todo puente implica un riesgo, porque atraviesa una distancia e invita al cambio. Es el gesto consciente del Hombre libre y de buenas costumbres que no permanece encerrado en su propia orilla, sino que busca al otro con humildad y valentía. El metodo Ritual auténtico “suspende el tiempo profano” y restituye al mundo su dimensión sagrada, del mismo modo la construcción de puentes entre hombres, culturas y Obediencias diferentes es un acto ritual que disuelve la desconfianza, renueva el pacto de la Palabra y reabre el espacio del diálogo.
“La Masonería es una búsqueda religiosa de la verdad.” Su universalidad no reside en la dispersión, sino en la fidelidad a un centro común. Por ello, el puente masónico no es una simple alianza de opiniones, sino una Obra de reconexión con el Principio: una arquitectura invisible fundada sobre piedras vivas – la rectitud, la libertad interior, la sinceridad del trabajo sobre sí mismo.
En el mundo líquido de hoy, descrito por Zygmunt Bauman, donde todo se disuelve y fluye en la velocidad y el ruido, la Masonería puede ofrecer una brújula ética. Construir puentes significa oponerse a la cultura de la división y de la superficialidad, rehabilitando la palabra como acto de responsabilidad, para devolver sentido al encuentro como intercambio de conocimiento en la alteridad.

La Masonería universal del Tercer Milenio deberá operar en tres planos íntimamente conectados: En el plano interior, para transformar el dualismo en armonía, valorando el trabajo sobre uno mismo como premisa indispensable de renacimiento.
En el plano iniciático, para recomponer el tejido fraternal entre Obediencias y Ritos, redescubriendo una poderosa matriz común en el lenguaje de los símbolos.
En el plano civil, finalmente, para devolver a la sociedad un horizonte de sentido, colocando en el centro la dignidad del Hombre y promoviendo el conocimiento, la libertad de pensamiento y la justicia como manifestaciones concretas del Trabajo masónico.
La Universalidad no se decreta: se construye día tras día, piedra sobre piedra, palabra tras palabra. No anula las diferencias, sino que las orquesta como en una sinfonía, donde cada voz encuentra su armonía en
relación con las demás. Es la cadena de unión que atraviesa los siglos, invisible pero real, porque se funda en el compromiso y en la coherencia de los Hermanos y Hermanas que la componen.
En su corazón más profundo, la Masonería es un laboratorio de humanidad donde la diversidad se convierte en fuerza y la verdad no se impone, sino que se busca en el Uno. Su tarea en el Tercer Milenio es ser un puente entre la tradición y el futuro, entre el esoterismo y la responsabilidad civil, entre la unidad del Ideal y la multiplicidad de las formas.
Todo puente requiere un diseño, una medida y una fe en el paso. El arquitecto aún no conoce la orilla opuesta, pero la imagina y la hace posible. Así el Masón, fiel a su juramento, trabaja en silencio, une lo que está separado, custodia la Luz y la transmite. Es constructor de puentes interiores y sociales, de conocimiento y de belleza, de solidaridad y de espíritu, de fuerza y de Sabiduría.
Solo así la universalidad dejará de ser una abstracción y se convertirá en una experiencia concreta, en un acto de fraternidad operante en el mundo, en un aliento que atraviesa las generaciones.
Y en este trabajo silencioso y ardiente, la Masonería podrá seguir mereciendo su antiguo nombre de Arte Real: aquella que, uniendo las piedras de lo visible y de lo invisible, reconstruye el Templo de la Humanidad.
La Luz no se posee: se transmite.

Y en el momento en que iluminas a otro, descubres que has construido un puente hacia Ti mismo.


He dicho.


➢ H.·. Cefa 98.·. Sostituto Grande Ierofante Mondiale e Gran Maestro della Gran Loggia di
Sardegna di Memphis e Misraïm nell’Ordine dei Riti Uniti di Memphis e Misraïm
➢ H.·. Carlo Corlianò 3.·.33.·. Sovrano Gran Commendatore Gran Maestro della Gran Loggia Italiana
Discendenza Joseph Cerneau R.·.S.·.A.·.A.·.
➢ H.·. Tat 3.·.33.·. Luogotenente Sovrano Gran Commendatore Gran Maestro Primo Vicario Aggiunto della Gran Loggia Italiana Discendenza Joseph Cerneau R.·.S.·.A.·.A.·. e 90.·. della Gran Loggia di Sardegna di Memphis e Misraïm nell’Ordine dei Riti Uniti di Memphis e Misraïm.


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