Allocuzione S:.G:.I:.N:. Fr:. Cefa

Ho riflettuto molto sul fatto che, per poter trattare compiutamente lo “Gnosticismo”, avrei dovuto prima di tutto dare una definizione della Massoneria.


Ritengo che la Massoneria, poiché è tutto, ma nel contempo nulla, possa consentire questo passaggio della vita umana all’interno di una “religione” così tanto importante e profonda come quella dello “Gnosticismo”.


Allora chiediamoci perché la Massoneria è tutto o nulla. Lo è perché, fondamentalmente, in funzione dell’interpretazione che ognuno di noi ne dà, può essere assorbita totalmente oppure interamente rigettata. Ciò è dimostrato dal fatto che molti Fratelli, quando entrano a far parte della Libera Muratoria, sono pieni di entusiasmo e successivamente, come constatato in tanti anni di esperienza, tutto si sgonfia in quanto non sempre riescono a comprendere cos’è veramente la Massoneria, soprattutto perché negli ultimi anni gli iniziati sono molto giovani.

Oggi si può entrare in Massoneria anche a 24/25 anni ma, la maturità di un 25enne non è paragonabile a quella di un coetaneo di 100 o 50 anni fa, quando si accedeva alla Massoneria anche a 19/20 anni.


Pertanto quando una persona entra in Massoneria, è fondamentale che riesca ad assorbire tutto con molta gradualità.
Ci chiediamo se la Massoneria ha ancora senso in una società moderna come quella di oggi.


Ma cosa è la Massoneria?

La Massoneria, secondo una nota convenzione, è definita come un Ordine iniziatico.
L’Ordine iniziatico è un’Istituzione nella quale regna l’armonia e l’equilibrio, ove un individuo inizia (dal concetto di iniziazione, viene iniziato a) un viaggio di ascesi, quindi un cammino totalmente in senso verticale che lo porta ad abbandonare progressivamente il suo percorso orizzontale, staccandosi così dall’immanente.
Questo concetto di ascesi però andrebbe compreso nel vero significato del termine: ascesi in effetti deriva etimologicamente dalla parola latina “ascesis” la quale vuol dire “esercitare”. Quindi l’individuo che inizia il percorso di ascesi fa un esercizio, appunto in senso verticale, per un’aspirazione a conoscere Dio.
Ma se il concetto di ascesi implica un esercizio, ciò significa che esiste una pratica, giacché l’esercizio identifica la pratica concreta di qualcosa; a questo punto ci chiediamo come si concilia la Massoneria con questa riflessione, perché alla luce di quanto detto essa sarebbe una pratica che potremo definire “religiosa”, e tale affermazione sembrerebbe non avere senso. In realtà parlare in questo caso di Massoneria è fondato perché essa è un Ordine che nell’armonia, nell’equilibrio “inizia” o, potremo anche affermare, “ammette” un individuo alla pratica religiosa, quindi gli consente, tramite una “patente”, l’inizio di questo percorso di ascesi. Perché è necessaria una “patente”? Perché grazie ad essa la Libera Muratoria insegna all’Apprendista il significato dei “segnali stradali”, mettendolo nelle condizioni di riconoscere e conoscere i simboli e le allegorie, evitando di perdersi nelle vie tortuose della propria elevazione, tanto intricate che noi addirittura le paragoniamo a un labirinto, accompagnandolo e guidandolo agevolmente nel proprio percorso di ascesi.


Quindi la Massoneria prende per mano l’Iniziato e lo conduce lungo una via che lo porterà ad avvicinarsi sempre più a Dio.
Parliamo di pratica religiosa, ovvero eseguiamo un esercizio e quindi pratichiamo una religione. Ma, in Massoneria parlare di religione sembrerebbe essere un problema: cosa significa quindi etimologicamente religione?
Nella modernità ci è stato inculcato che la religione si identifica ad esempio, con il cattolicesimo, il cristianesimo, l’islamismo, in generale con tutte le religioni monoteiste, mentre nell’immaginario collettivo il religioso viene spesso associato al sacerdote o a figure simili che praticano tale professione.
Ritengo fondamentale analizzare dal punto di vista etimologico il termine “religione”, così come si fa in generale per tutte parole. Infatti la Massoneria ci insegna che le parole sono pietre, e che per questo non si parla mai a caso all’interno del Tempio. Lavorare in tale modo, nella consapevolezza che le parole sono importanti perché scolpiscono qualcosa nelle mente con una precisa frequenza che determina una risposta emozionale quando vengono pronunciate, fa sì che un Massone deve sempre analizzare nel suo intimo il senso di ogni parola, per capirne a fondo il significato.
La parola religione in effetti deriva dal latino “relìgio”, e su di essa vi sono opinioni controverse e discordanti. A noi massoni piace il significato che a questo termine ha dato Cicerone, condiviso tra l’altro anche dai pagani romani, che è quello di “rileggere” e “legare”. Quindi il senso del rileggere qualcosa si associa ad un’abitudine, e alla necessità, nella pratica della religione, di servirsi di rituali. In effetti, se analizziamo le religioni pagane ritroveremo la presenza di una ritualità abbastanza abbondante.


Perché alla Massoneria piace rileggere e praticare una religione?


Perché rileggere e legare contemporaneamente significa, innanzitutto, che il rituale va letto bene e riletto, per legare la comunità che usa quel rituale, avvicinandola in tal modo a Dio. Ovviamente i romani pensavano che il Rituale avvicinasse agli Dei.
Ma perché prediligiamo e desideriamo rileggere, capire bene il rituale e saperlo quindi interpretare?
Perché, fondamentalmente, attraverso la rilettura possiamo conoscere il vero senso delle parole, dandone per l’appunto un’interpretazione, non fidandoci di una prima lettura dei testi sacri, quindi allontanandoci dal dogmatismo e liberandoci completamente. Tant’è vero che se andiamo a rileggere il nostro Rituale, il quale è intriso di una grandissima spiritualità, troveremo un passo dal significato molto importante:

l’Egitto verrà spazzato via se i suoi sacerdoti (che poi ho fatto tradurre in “preti” per attualizzarne la comprensione) non uniranno la pietra angolare ai libri della Sacra scrittura”.

Ciò significa che quest’attitudine ci allontana dal dogmatismo e ci libera completamente. È questa una interpretazione delle sacre scritture che è in perfetta sintonia col pensiero e l’insegnamento massonico.
Ma l’affrancarsi dalle sacre scritture non implica l’allontanamento da Dio, ma, al contrario, per mezzo di questa pratica religiosa alla quale si è ammessi da un Ordine Massonico, (e quindi da una struttura nella quale regna l’armonia e l’equilibrio, che conferisce una patente, la quale consente di capire i simboli e le allegorie per mezzo dei “segnali stradali” che a loro volta indicano la giusta via da seguire), mette l’Iniziato nella condizione di trovare la “settima porta” che lo avvicina a Dio.


La libertà dogmatica ci aiuta a vivere meglio la religione che professiamo, qualsiasi essa sia, perché la rileggiamo bene senza contestarla, ma penetrandola, ci “inventriamo” in essa, perché desideriamo capire il vero significato delle parole, e questo ci fa godere maggiormente di quella religione.


Abbiamo spiegato fondamentalmente cosa è la Massoneria dal punto di vista
convenzionale. Ma il discorso sulla Massoneria non si può esaurire qui; la Libera Muratoria non solo ti prende per mano, spiegandoti i segnali stradali per condurti verso Dio in maniera più semplice, ma ti da anche altre indicazioni.
Ad esempio quando diciamo che noi Massoni dobbiamo lasciare i “metalli” fuori dal Tempio, non dobbiamo pensare solo ai nostri averi materiali, e a tutto ciò che è profano; sembrerebbe tra l’altro una contraddizione perché la Massoneria pur invitandoci ad allontanare i metalli, i nostri averi, fondamentalmente i nostri soldi, allo stesso tempo ci chiede di fare benevolenza al termine dei Lavori, e se possibile in maniera abbondante, (la
qual cosa non sempre purtroppo si realizza ai nostri giorni): la Tornata infatti è valida solo se viene fatto passare il Tronco della Vedova. Alla luce di questa spiegazione non sono quindi questi i metalli ai quali la Massoneria si riferisce, perché i metalli del denaro entrano nel Tempio come quello delle spade, che di certo non rappresentano elementi sacri.
Invece in Massoneria i metalli sono, fondamentalmente, i pensieri. Non portare dentro ai nostri Templi i metalli, significa non portarvi pensieri, perché dentro il Tempio ciascuno è chiamato a costruire il proprio “Tempio interiore”. La costruzione del proprio Tempio interiore è possibile solo eliminando la mente, quindi la Massoneria in pratica ci dice: “FF:. e SS:. entrate senza la mente!”, senza il suo condizionamento, senza avere pensieri
compulsivi.

Pensate quanti FF:. e SS:. Apprendisti durante la ritualità, (cioè quella pratica
religiosa del rileggere, interpretare e penetrare il rituale), sono distratti da pensieri compulsivi che li dominano distogliendoli dal seguirla. Quelle persone non sanno dominare la mente. E questo può accadere non solo agli Apprendisti, ma anche a Maestri come agli stessi Alti gradi.
È invece necessario eliminare la mente, e ciò non significa che diveniamo stupidi e incapaci, ma che siamo noi a dominare e a condizionare la mente e non viceversa. Quindi quando entriamo nei nostri Sacri Recinti dobbiamo avere ben chiaro questo concetto fondamentale:

Non penso, o meglio penso solo ciò che voglio cioè indirizzo il mio pensiero, non lo lascio libero.


Questo passaggio ci conduce ad un altro concetto massonico importantissimo: la perdita del tempo.
Se noi riusciamo ad eliminare la mente e il pensiero compulsivo dominante, non abbiamo più né passato né futuro, concetti con i quali lavora il pensiero, e riusciamo finalmente a vivere il momento presente, il qui ed ora, che la Massoneria vuole.
In questo contesto allora effettivamente si creerà l’“eggregore”, i pensieri di un Fratello diverranno i miei pensieri, finalmente riuscirò ad ascoltare e non semplicemente a sentire, a vedere e non solo a guardare, e le parole di un mio Fratello o di una mia Sorella saranno le mie parole!!!
Tuttavia dovremo trovarci nella condizione di abbandono completo dei metalli, dei pensieri compulsivi, e del condizionamento della mente, finalmente in totale connessione con Dio. Solo grazie a questa condizione sacrale, che si determina al momento dell’ingresso nel Tempio, è possibile leggere e rileggere il Rituale che finalmente verrà completamente assorbito dai FF:. e SS:. partecipanti, e le assenze, vi posso assicurare, sarebbero ridotte al minimo.
Questa perdita del tempo, questa condizione di consapevolezza e di pace interiore, di connessione con il divino, ha come naturale conseguenza il passaggio ad un concetto ancora superiore che la Massoneria insegna, ovvero il concetto di “amare”.
Amare è strettamente connesso all’altro importante concetto di “liberare” il nostro prossimo, non i Fratelli e Sorelle che dovrebbero già esserlo, ma altri profani, testimoniando e divulgando nella vita di tutti i giorni quello che sappiamo, che abbiamo conosciuto e sperimentato, che è la “culla divina”. Nessuno potrà abbandonare questa condizione di estasi perché non vorrà più tornare indietro, ma propagarla, liberando altri profani per poter percorrere insieme, mano nella mano, quella strada che noi abbiamo iniziato e che ho ben spiegato in precedenza in tutti i suoi aspetti.
Ma è altrettanto importante sottolineare che la Massoneria aiuterà ciascun Fr:. e Sr:. a stabilire una connessione in assoluta libertà, sia con Dio, come con una energia o intelligenza superiore, o col proprio essere, con Geova, con Allah o col Budda, e così all’infinito. La cosa fondamentale è connettersi e avere consapevolezza di come farlo: la libertà che la Massoneria consente di raggiungere non si consegue in nessun’altra pratica religiosa conosciuta.


Ritornando allo Gnosticismo, (come al Rosacrocianesimo), ci chiediamo, dove essi si sono potuti nascondere e propagare. La risposta è immediata: naturalmente nella Massoneria, perché in essa vi è tutto e convive tutto. Tant’è vero che nel corso delle “tegolature”, alle quali sono sempre invitato dal M:.V:. della nostra R:. L:., ho paragonato la Massoneria con una metafora al “minestrone” il quale, pur essendo costituito da differenti ingredienti, è buono quando consente di distinguere nettamente i singoli sapori in armonia
tra di loro.


Spero di avere detto tutto in sintesi ed in maniera anche allegorica. A questo punto vi invito a interrogarvi: “Quanto il vostro Oratore nel corso della Tornata vi ha riferito corrisponde a ciò che ciascuno di Voi ha interpretato e capito della Massoneria?” “Stiamo professando questo messaggio?” Se la risposta è affermativa allora tutto diventa semplice.
Potremo finalmente salire un altro gradino di quella ascesi che ci aspetta, tutti insieme !!!.
Se siamo arrivati a comprendere tutto questo, siamo in grado di superare l’attaccamento a qualsiasi cosa: non abbiamo più amori compulsivi, passioni che ci attanagliano (in disparte i vizi), non siamo più dipendenti dalle cose, come dalle emozioni e dalle passioni.
La Massoneria ci insegna anche un’altra cosa terribile che mi sono riservato alla fine di questa mia allocuzione: ovvero che bisogna morire ogni giorno. Essa lo dice nel Rituale, nel corso della sacralità della Tornata nella quale si realizza la morte iniziatica, che si perpetua poi nella nostra vita.

Ma perché la Libera Muratoria parla di morte? Perché non dobbiamo essere attaccati a niente, né alle proprietà, né agli affetti, e tanto meno alle passioni, ripeto soprattutto in forma compulsiva. Allora vivremo più sereni, fate attenzione, non da asceti ma da persone consapevoli; non da monaci, ma da padri, che è diverso. Sarà tutto molto più bello, potremo godere di tutto quello che la vita ci dona e riuscire ad assaporare qualsiasi cosa. Ma quanto detto non implica che non possiamo più emozionarci come bambini o che non dobbiamo più seguire i nostri istinti dettati dal cuore: sarà possibile fare assolutamente tutto questo assaporandolo in maniera diversa e soprattutto vivendolo momento per momento da veri Massoni.
Quando vi parlo per questa ragione vi sembro per così dire “strano”, fuori dal coro.
Circa i gradi, per esempio sono dell’avviso che di per sè non servano a niente. I gradi sono un’invenzione dell’uomo dominato dalla mente, fatti per accontentare i FF:. e le SS:. . Infatti un Fr:. Apprendista potrebbe essere molto più avanti di un 30° grado !!!


Quello che conta è aver percepito quanto ho già detto. Allora vedremo che quando un Fr:. o una Sr:. raggiungerà lo scranno più alto non dirà più “guardami” ma “guarda oltre”, dimostrando di aver completamente perso il proprio ego. Tuttavia dobbiamo vigilare perché affermare la perdita dell’ego per soddisfare il nostro ego non serve a niente; la cosa importante è prendere consapevolezza di quanto ho cercato di trasmetterVi: allora sì che potremo finalmente iniziare a parlare di gnosticismo.


Ho detto

S:.G:.I:.N:. Fr:. Cefa


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