Se questa Tavola fosse circolare, la si potrebbe iniziare dalla sua conclusione che potrebbe essere racchiusa nella seguente semplice frase
“Ma tutto questo non ha alcun senso, non ha mai, non ha e non avrà mai alcuna ragione di essere”.
Nella Libera Muratoria, le dicotomie sono alquanto presenti e come i riquadri bianchi e neri del Quadrilungo, i simboli del Sole e della Luna, della Squadra e del Compasso, dell’Oriente e dell’Occidente, dello Zenith e del Nadir e innumerevoli altri, stanno ad indicare categorie antitetiche, all’apparenza incompatibili e che dovrebbero indurre il Massone a riflettere ed anelare ad una felice sintesi di esse su di un piano superiore. Se intendiamo l’Iniziazione quale una progressiva rivelazione, questa la si potrebbe intendere come sintesi di una contraddizione, infatti da un lato abbiamo il concetto del cammino progressivo e mai perfettamente compiuto insito nel concetto Iniziazione, dall’altro abbiamo la perfetta compiutezza e maestosa staticità del Simbolo o del Fenomeno che come un dato di fatto si rivela agl’occhi di chi lo penetra.
C’è grande differenza tra l’essere iniziato Massone ed essere costituito Massone. C’è infinita differenza tra l’Iniziazione femminile e l’Iniziare una donna.
La Categoria è essenziale in Massoneria ma non determinante, tra queste, e a Trecento anni dalla nascita della Gran Loggia di Londra e della fase Moderna della Massoneria, ancora oggi si dibatte sulla “vessata quaestio” relativa alle donne in Massoneria.
Potremmo e in breve sintesi, splendida qualità massonica, citare alcune riflessioni della Storia e della Spiritualità della Tradizione Occidentale nella quale la Massoneria si pone quale erede ed ultimo anello.
Nella Storia, da un lato si hanno fonti che citano l’esclusiva partecipazione maschile nelle forme iniziatiche legate all’attività di mestiere, ma se per attività di mestiere intendiamo anche quella legata all’arte della guerra, il mito delle Amazzoni e il sacerdozio femminile presso i druidi celtici, infrange questo assunto. Si esalta da un lato il mondo classico e lo si prende come metro per dimostrare che la via iniziatica femminile era un fatto normale, Pitagora ebbe a dire alle donne di Crotone che l’Iniziazione era aperta alle madri, alle nubili e a tutte le donne che sentivano urgente il bisogno e la necessità di affrontare la catarsi imposta dall’ascesi, e farsi Dee, cioè Figlie di Dio. L’espressione di Pitagora ricorda il Salmo 82:6, che dice: “Io ho detto: Voi siete dei, figli tutti dell’Altissimo”, ma ci si dimentica che le Vestali, spesso prese ad esempio, erano spogliate di ogni dignità sacerdotale e poste sotto la guida del Pontefice Massimo, il fatto che nei testi compaiano donne iscritte al mestiere è dovuta al fatto che essendo l’intera famiglia legata al mestiere del Pater Familias, anche le donne e i figli minorenni, erano iscritti alla Corporazione, ma non godevano certo dei diritti. Si condanna il Cristianesimo per aver ridotto la donna ad essere puramente riproduttivo e ci si dimentica delle parole di San Bernardo il quale esalta la donna a partire da Eva passando per Marta e Maria Maddalena, la Apostala Apostolarum, certo non va neppure taciuto il fatto che le donne essendo numericamente preponderanti, giocavano un ruolo importante nella cristianizzazione del nucleo familiare, e nel contempo nei sodalizi a carattere e finalità religiose, che però continuavano a chiamarsi confraternite. Nel medioevo e dai registri della costruzione della Cattedrale di Saint-Augustin di Parigi del 1300 ca. si trovano diversi nomi di donne gessaiuole, calcinaie e anche se rare, muratrici. Era consuetudine germanica conservare alle Vedove il posto del marito defunto. A Ferrara nello Statuto dei Calzolai del 1112 era prevista l’ammissione femminile. Si potrebbe far osservare che fare il mestiere non significava poi penetrarne i misteri sottesi, ma anche qui dimentichiamo che i Riti misterici femminili erano presenti, specie quelli legati alla fertilità, ma l’inquisizione pensò bene di mondarli con la più infima forma materiale di iniziazione solare, il rogo.
Nella Spiritualità, si è cercato di fare un distinguo tra Via Solare e Via Lunare. E per chi si accontenta, tutto bene. Impossessandomi delle parole di Athos Altomonte possiamo tranquillamente affermare che:
”Se per solare s’intende l’illuminazione” interiore, questa non dipende da alcun aspetto sessuale, perché: maschio o femmina, iniziaticamente, sono peculiarità prive di senso.[…] Una via Lunare è quella della Magia sessuale, interpretata tanto da maschi che da femmine, è quella delle passioni di ogni genere di emozione, come gli ideali terreni di dio, patria e famiglia. Solare, invece, è il sentiero di chi perviene all’illuminazione (Gnosi) “proveniente” dalla sfera metafisica o spirituale dell’essere, è un tracciato che si allontana da ogni genere di sensazione, profana o materiale, trasformando l’io personale in un magnifico “strumento” al servizio del bene dell’umanità, di Uomini e Donne. […]La via Solare, è quella della metamorfosi che trasmuta la mente fisica, fino ad estendersi verso la «Ragion pura» , partendo dallo sviluppo di quel senso di giustizia innata, magistralmente descritto da Kant.
Il tema non trova felice sintesi, la storia e fin dagli esordi ha cercato di trovare soluzioni che fossero politicamente corrette, gli anglosassoni fin dagli albori accanto alla “Pura e Vera Massoneria” istituirono le Logge di Adozione, le Eastern Stars aperte alle sole donne. Straordinari questi Inglesi! Ci dicono da lato che i gradi sono solo tre, facendo passare l’Arco Reale, Massoneria del cerchio, come un Perfezionamento del Terzo Grado, ci dicono che non esiste nulla sopra il Terzo Grado e si inventano la felice formula dei Gradi Paralleli, per giustificare l’esistenza di altre forme di Maestria come quella del Marchio o dello stesso Arco. E che dire dei loro cugini d’oltreoceano, gli Americani, si inventano una Massoneria tutta loro e tutta nuova, quella del Rito Scozzese Antico ed Accettato, ma la edificano sulle fondamenta dei tre gradi simbolici, una invenzione con patente di verità tradizionale. Ma ancora più sorprendente è che nel paese delle pari opportunità, del paese dove tutti sono uguali agl’occhi di Dio, si inventano la Massoneria per soli Uomini di Colore, la Prince Hall Masonry, l’ennesima categoria. I latini si spingono su un versante differente, infatti elaborano una Massoneria Mista, termine quest’ultimo orribile perché evoca insalate e fritture dove si cerca di far convivere olio e acqua, spacciando per felice sintesi quella che di fatto è un’emulsione. Molte Obbedienze nel secolo appena trascorso, hanno innalzato sui loro pennoni il vessillo della Mixitè, quale superamento secolare della discriminazione tra uomo e donna, addirittura il Grande Oriente di Francia emette un articolo nelle sue costituzioni nel quale si afferma che sebbene l’Obbedienza resti Maschile, le Logge che lo desiderano possono iniziare Donne, e così rispettiamo la legge che vieta discriminazioni, conserviamo la Tradizione e, punto non trascurabile, incrementiamo le capitazioni con le quote rosa.
In questo inizio del terzo millennio, dove il prossimo problema sintattico sarà quello di rendere giustizia alla parità di genere e quindi di affrancare nella prossima terminologia massonica, le dizioni di Venerabila, Sorveglianta, Oratora e Sorellanza, non sarei sorpreso se la prossima categoria fosse quella delle Logge Arcobaleno. E sempre per par condicio, tra le menti sostenitrici delle Obbedienze monosessiste, si annoverano tanti che ritengono basilare questa distinzione anche perché cosi nel privato si evitano di aprire imbarazzanti vasi di Pandora contenenti i sospetti di ménage extra-coniugali, fatto salvo che molti di questi Fratelli sono proprio quelli che disertano le Tornate per ritrovarsi in più appaganti corsi di numerologia applicata al Poker e dove al posto del Tronco della Vedova, circola il tronco di una bottiglia di buon Jack.
Da un lato ci sentiamo orgogliosi di aver superato le barriere, di svolgere i Lavori con “l’altra metà del cielo”, dall’altro c’è da chiedersi se siamo davvero pronti ad essere accolti dalle Donne, perché non vi è nulla di fraterno e di paritario nell’atteggiamento paterno che talvolta aleggia nelle Logge quando si volge lo sguardo alle Sorelle. In fondo in quale chiave andrebbero lette le tante ricerche su quelle Donne che sbirciando a mo’ di donne curiose goldoniane, vennero colte in flagrante a carpire segreti inenarrabili e perciò essere subito Iniziate come Fratelli?
Citiamo alcuni racconti, il primo riguarda Elizabeth Aldworth, la prima donna massone, nacque nel 1695 da Arthur St. Leger, primo visconte di Doneraile, della Contea di Cork in Irlanda. Nel 1713 sposò Richard Aldworth. E’ conosciuta come “the lady freemason” proprio perché è stata la prima donna ad essere iniziata alla massoneria irlandese. Nel XVIII secolo le logge si riunivano spesso nelle case private, ed è proprio in una di queste riunioni segrete Elizabeth, che si trovava in una stanza adiacente, spostando un mattone (alcuni dicono un orologio) avrebbe assistito alla cerimonia della loggia. Quando i membri della loggia scoprirono che il loro segreto era stato violato decisero di iniziarla alla massoneria. A testimonianza dell’iniziazione abbiamo un ritratto di Elizabeth, dove viene ritratta con gli emblemi massonici e, in più, una lapide in sua memoria nella cattedrale del nuovo San Finbarre.
ll secondo ed ultimo altresì riguarda Salomè Anderson che fu considerata nel 1892 “l’unica donna massone del mondo“. La storia della sua iniziazione è simile a quella di Elizabeth Aldworth, infatti Salomè avrebbe spiato per molto tempo i riti massonici che si svolgevano nella casa di suo zio attraverso le mura della camera adiacente e quando fu scoperta venne iniziata alla massoneria. Questa modalità di iniziazione femminile potrebbe però costituire un tema ricorrente che non sappiamo quanto aderente ai fatti. Molti giornali americani infatti raccontarono la storia inventando, storpiando, cambiando particolari, e la Anderson non ha mai confermato la versione autentica e né se fosse stata realmente iniziata alla massoneria.
L’iniziato è posto su piani più alti del pensiero, della coscienza. Piani nei quali non vi è nessun attributo fisico o sessuale, nel pieno significato alchemico di Androgino. Il cammino dell’Iniziato, volto al miglioramento della condizione dell’umana famiglia, è solo un aspetto del cammino stesso, quello proiettato nel contingente, storicizzato e anelante al futuro. Ma è solo un aspetto che potremmo definire orizzontale, l’altro e più importante, e verticale, è la ricerca della condizione edenica, della natura divina che precede la caduta nella quale si perde il senso della totalità, nella quale Eva erroneamente definita letteralmente costola, essere derivato è nel significato profondo del termine ebraico, il forziere genetico dell’umanità.
Essere D/dio significa creare e per creare devi ritrovare la tua parte perduta e distinta. Le nozze chimiche rivelano quanto inutile sia l’antica guerra dei sessi.
Infine se l’essere Libero Muratore significa percorrere un cammino tutto personale volto al miglioramento interiore, se l’anelito del Perfetto Iniziato è quello di essere mio Fratello/Sorella, allora tutto questo riporta alla chiusura del cerchio e all’assunto iniziale, questa discussione, questa Tavola non ha alcun senso, non ha mai, non ha e non avrà mai alcuna ragione d’essere.
Ho detto.
Fr:. Maximus





