Da Jachin a Boaz, dalle fondamenta alle pareti del tempio. Come il lavoro di scolpitura nel tempio si è riflesso nella mia quotidianità.

Nella Costituzione della Rispettabilissima Fratellanza dei Liberi Muratori vengono definite le letture da fare durante l’Ammissione di uno Nuovo Fratello. Da subito viene introdotta la Geometria come Scienza Liberale inscritta nel cuore del nostro progenitore Adamo da parte del Grande Architetto dell’Universo. Adamo fu il primo che ha insegnato ai propri figli la Geometria, nobile scienza madre della Muratoria e dell’Architettura, in particolare Caino che edifico una Città denominata Consacrata o Dedicata.

La colonna, figura cilindrica secondo la geometria, rappresenta il sostegno nella Muratoria. Il testo Sacro della Bibbia nel primo libro dei Re e nel secondo libro delle Cronache riporta le colonne di Jachin e Boaz edificate dal Re Salomone. Le colonne hanno sempre caratterizzato templi, dal greco a quello ellenistico, etrusco, romano e cristiano.

Nei più antichi Catechismi scozzesi già troviamo le due colonne:
D- Dove si tenne la Prima Loggia?
R- Nel portico di Salomone; le due colonne erano chiamate Jachin e Boaz.

Per entrare in una R:. L:. si passa tra due Colonne, come dicevo chiamate Jachin e Boaz. Queste rappresentano il limite tra il tempio e la sala dei passi perduti, il sacro e il profano.
«La cattedrale di Wurtzburg in Baviera possiede una magnifica sala dei morti; i lati delle porte di accesso sono ornati di gruppi di colonne; sul capitello del gruppo di destra si legge in tutte lettere l’iscrizione simbolica J.˙. e su quello del gruppo di sinistra l’iscrizione B.˙. questi nomi sono gli stessi che designano le colonne dei nostri templi massonici. E se si osserva che le porte di questi templi non si aprono ai profani che con l’iniziazione, e che iniziazione significa morte o rinascere a un’altra vita, si comprenderà facilmente perché i Liberi Muratori costruttori di Wurtzburg abbiano apposto le iscrizioni J.˙. e B.˙. sulle colonne del vestibolo conducente al Tempio dei Morti, cioè al tempio degli iniziati a un’altra vita».

Secondo Vaillant le due colonne dividono il mondo dei vivi dal mondo dei morti. Solo noi iniziati che abbiamo conosciuto la morte interiore, possiamo attraversare le colonne. Ed ogni volta che le attraversiamo dobbiamo morire e rinascere.
La colonna Boaz nel portico del Tempio di Salomone fu definita “nella forza”, in ragione della sua forma dorica e rappresenta la materia che ad essa si collega per la presenza del Mappamondo sul suo capitello, ricordando anche l’Universalità della Libera Muratoria. Nel nostro tempio è ornata
dagli apprendisti ed è il luogo dove essi apprendono il loro insegnamento attraverso il silenzio.
La Colonna Jachin ci riporta alla stabilità divina e in ragione della sua forma ionica rappresenta la bellezza. La presenza dei tre melograni spaccati, posti sulla sommità del capitello, significano la fratellanza dei Liberi Muratori. Essa è ornata dai Fratelli compagni e Maestri.

Molteplici possono essere i significati che possiamo dare a questo simbolo. Ma importante è sicuramente il dualismo che racchiudono.
«Ambedue le colonne simboleggiano gli opposti complementari, l’equilibrio delle forze fisiche (fisiche e psichiche) a cui devono tendere i Fratelli che nella Loggia siedono nel lato dell’una e dell’altra colonna»
Il significato di questa frase di Eugenio Bonvincini ci fa capire la visione unitaria, che si rispecchia anche nel nostro pavimento a scacchiera, nel sole e nella luna, nel simbolo dello Yin e Yang.

«Tutti i numeri sono un’emanazione del numero uno. L’origine di questa emanazione è nella Luce spirituale. Quanto più il numero si allontana dal numero uno, tanto più affonda nella Materia, quanto più se ne avvicina tanto più risale verso lo Spirito e la Luce»

Noi stessi dobbiamo identificarci nelle colonne. Noi stessi siamo simbolo. Essere sulle colonne significa essere in loggia. Gli stessi Fr.˙. Sorveglianti chiedo e controllano i fratelli che ornano le colonne. Con la loro costruzione verticale rappresentano la solidarietà (una sola colonna non può reggere nulla) e la stabilità, dando una visione di Fratelli che uniti (solidarietà) congiungono terra e cielo (verticalità).
Quando i Fratelli iniziati entrano nel Tempio, varcando le Colonne, devono abbandonare il loro sapere profano per intraprendere il percorso della conoscenza. I metalli devono stare fuori, come ben mi ha insegnato il M.˙. V.˙., ricordandomi il giorno della mia iniziazione. Ma ogni volta che entriamo nel tempio dobbiamo eliminare i metalli e ricongiungerci col nostro spirito che Dio ci ha donato.

Ma allora un Massone al di fuori del tempio deve essere come gli altri profani? No. Per ora mi limito a comprendere il silenzio quale arma e grande maturità mi ha donato. Ma vorrei sottoporvi il dialogo tra Dio e Re Salomone:

“ Re Salomone: <> E Dio disse a Salomone: <>”

A voi la riflessione.
Ho Detto

Fr:. A.


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