La parola “politica” deriva dal greco “Polis”. Questo era il termine perdesignare ciò che appartiene alla vita comune.
Lo stesso Aristotele sosteneva che il fine della politica, rettamente intesa, non
poteva essere che il “bene comune”.
I Romani avevano due concetti cardine di politica: la fides e la virtus, cioè la
fedeltà e la saggezza.


Le Costituzioni dei Liberi Muratori pubblicate nel 1723 vietano espressamente le discussioni di natura politica all’interno della Loggia: “…Né
ripicche o questioni personali possono essere introdotte entro la porta della Loggia, ancor meno qualsiasi questione inerente la Religione o le Nazioni o la politica dello Stato, noi essendo soltanto Muratori della summenzionata Religione Universale.


“Noi siamo inoltre di tutte le Nazioni, Lingue, Discendenze e Idiomi e siamo avversi a tutte le politiche, come a quanto non ha mai portato al benessere della Loggia né potrebbe portarlo mai.”


In Massoneria non si discute di politica, tuttavia i Fratelli e le Sorelle nella vita profana possono ricoprire cariche e funzioni politiche anche di natura partitocratica.
E allora come si configura e risolve il dualismo “politica e Massoneria”?
Prima di essere Massoni si è uomini; ogni uomo deve obbedienza alle leggi dello Stato di appartenenza. Rispettare le leggi significa saper vivere all’interno della società, e vivere con un senso di responsabilità morale e sociale ci mette nelle condizioni di divenire uomini giusti.
Quindi quale è il confine che divide il mondo politico profano dal mondo Massonico?
Durante i lavori, all’interno del Tempio, si sostengono e sviluppano argomenti pervasi di valori morali e sociali; Il Maestro Venerabile, le sue Luci, gli Ufficiali di Loggia e tutti i Fratelli e le Sorelle che ornano le Colonne lavorano e investono le proprie energie per la propria crescita interiore e condividono le conoscenze per il bene della Loggia e dell’Obbedienza.


Lavorare” significa cercare di attuare concretamente questi valori affinché l’umanità tutta possa trarne beneficio. Questa non è forse politica? La politica intesa come un valore da perseguire affinché tutti, possano vivere in un mondo migliore?
Uno degli scopi che la Libera Muratoria si prefigge è quello del miglioramento dell’umanità attraverso la conoscenza del significato dei simboli per il perseguimento del bene universale. Finalità questa, talmente vasta, che può essere raggiunta attraverso molteplici vie, e una di queste ritengo possa essere proprio la politica. L’impegno e l’interessamento alla res pubblica, cioè l’amministrazione degli interessi del popolo, libera da concetti dogmatici, che attinge da tutte le fonti di intuizione. La via della politica.
Grazie a questo concetto di universalità, il Libero Muratore può diventare una persona utile ed importante all’interno della società profana e quindi anche nella vita politica, senza però mai dimenticare la via iniziatica di crescita che sta percorrendo, dalla quale trae costantemente ispirazione e forza; infatti con l’approfondimento della propria spiritualità il Massone può divenire sempre più libero, libertà intesa come capacità di fornire un proprio originale contributo all’equilibrio generale.
I lavori Massonici sono naturalmente diversi dai “lavori” della politica e il Libero Muratore, che vive in maniera diretta l’impegno politico, curerà in particolar modo l’interesse universale e utilizzerà gli strumenti che la democrazia del mondo profano gli fornisce.


Miguel de Cervantes disse:

“L’onestà è la miglior politica”.


La moralità Massonica è una, e vale per tutte le manifestazioni della vita, sia all’interno della Loggia che all’esterno di essa. Per questa ragione il Libero Muratore ritengo abbia una naturale propensione interiore che lo esorta a cercare gruppi di persone o associazioni che possano aiutarlo nell’intento politico e sociale volto al perseguimento primario del benessere dell’umanità.
La parte finale della celeberrima poesia dal titolo “Se” che il Fr:. Rudyard Kipling scrisse nel 1895 recita testualmente:


Se sai parlare alle folle senza sentirti re,
O intrattenere i re parlando francamente,
Se né amici né nemici riescono a ferirti,
Pur tutti contando per te, ma troppo mai nessuno;
Se riesci ad occupare il tempo inesorabile
Dando valore a ogni istante della vita,
Il mondo è tuo, con tutto ciò che ha dentro,
E, ancor di più, ragazzo mio, sei Uomo!


Per diventare Massoni dobbiamo essere uomini che prendono coscienza di sé stessi, stando a contatto con gli altri, facendo esperienze, restando ben centrati nel momento presente, mantenendo la fede in ciò che facciamo e in quello che siamo.
Sento che l’incessante lavoro esoterico portato avanti con perseveranza all’interno del recinto Sacro dei nostri Templi ci condurrà a riscoprire la strada giusta da seguire per contribuire concretamente, ciascuno secondo i propri talenti, al raggiungimento del bene comune, migliorando fattivamente la società nella quale viviamo e operiamo A:.G:.D:.S:.A:.M:.


Ho detto

Fr:. Alessandro


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