“DIO DORME NEL MONDO MINERALE, AGISCE NEL MONDO ANIMALE E SI RISVEGLIA NELL’UOMO”
Il Lavoro Massonico tradizionale di edificazione del tempio interiore si sviluppa nel corso delle Tornate di Loggia per mezzo della lettura e la ri-lettura di un “elemento” fondamentale: il Rituale, pietra angolare tramite la quale si mettono in movimento i simboli, indicando al cuore dei Fratelli e Sorelle chiamati a viverlo con consapevolezza il sentiero da percorrere per pervenire al centro esatto del proprio Sé, inteso come acquisizione del Divino che dimora in ciascun Essere umano.
L’etimologia della parola Rito, infatti, si ricollega alla radice sanscrita (lingua molto antica che precede sia il latino che il greco) “rt” che esprime l’azione di “fluire, scorrere secondo un ordine”, e quindi “movimento secondo un dettame divino”, pertanto “giusto” e “ordinato”. Da questa radice deriva anche un’altra parola sanscrita “ritis” ovvero andamento, procedimento e, quindi in senso lato, usanza. Altre interpretazioni interessanti individuano l’etimologia della parola Rito, dal latino “ritus”, dal greco “ἀριϑμός” (arithmòs) che significa numero e nella radice sanscrita rtà– che vuol dire “misurato”. Queste ultime etimologie esprimono entrambe l’idea della progressione numerica, cioè del procedimento misurato e ordinato. Il Rituale Massonico è quindi la metafora del progressivo accesso a realtà sottili sempre più intime e profonde; esso è l’opera dinamica evolutiva, il cui compimento genera una tensione sacra, conducendo gli iniziati allo sviluppo di luminose energie animiche che col tempo permettono la realizzazione delle finalità per le quali è stato creato dai nostri Padri fondatori per mezzo del SADMA tale scopo è di basilare importanza rispettare il “principio della reiterazione“, seguendo il quale la ripetizione costante meditata e cadenzata di un Rituale o di un determinato esercizio occulto (chiaramente di natura tradizionale) con progressività, genera una disposizione nuova nell’essere umano che, come ben sappiamo, non è costituito unicamente dal Corpo Fisico.
All’apertura dei Sacri Lavori per bocca vostra Risp.mo MV, il nostro Rituale in grado di Apprendista parla di “Vero Tempio della Saggezza” quando domandate al I° Sorv quante sono le colonne che Lo sostengono. Poiché il Tempio altro non è che l’Edificio ideale per eccellenza, che più di ogni altro possiede le caratteristiche intrinseche che lo individuano come un’opera che trascende se stessa e la propria natura per divenire Ordine Universale, esso contiene dentro la propria struttura il simbolo delle nove colonne, Enneade d’Egitto che rappresenta l’immagine fisica e nel contempo divina della perfezione del Cosmo. Dal quadrilatero di memoria greca, che delimitava un rettangolo di cielo trasferendo sulla Terra la sacralità cosmica, si passa alle nove colonne fino a giungere all’Enneade Sacra nella quale si riflette, tutto il dinamismo, la perfezione architettonica universale e deista della nostra Ritualità egizia. Per questa ragione quindi il I° Sorv alla vostra domanda Risp.mo MV, risponde “nove Colonne …”
Ad enunciarle è chiamata la Seconda Luce della Loggia, il Secondo Sorv, la quale recita: “…Il Maestro Venerabile, il I° Sorv, il II° Sorv, l’Oratore, il Segretario, L’Esperto, il Tesoriere, l’Ospitaliere, e il Copritore”.
Nel momento in cui Fratelli e le Sorelle di una Loggia Giusta e Perfetta danno inizio, con ritualità, ai lavori architettonici, il Tempio che li sta ospitando, fino a quel momento così tridimensionalmente limitato, si sublima in un luogo sacro, nel centro stesso dell’Universo al di fuori dello spazio e del tempo. Esso rappresenta allora il divenire dell’Architettura Universale, ma anche il fluire dell’interiorità dell’iniziato e quindi lo spazio celeste ritagliato nella sacralità del suo Tempio interiore. Qualsiasi impronta lasciata nella storia dell’umanità dal percorso esoterico dei grandi Maestri che ci hanno preceduto, consente di leggere, al di sopra o fra le righe di tutto, l’analogia tra interiorità ed esteriorità, tra contenuto dell’uomo e contenuto del Tempio e ciò che è più importante, tra ascesi verso la perfezione interiore e percorso verso il perfezionamento del comportamento Massonico nel mondo profano. Il Tempio Massonico per questa ragione è il cuore stesso del Cosmo iniziatico, il tramite che unisce il macrocosmo al microcosmo, attraverso il quale l’iniziato è illuminato, avvicinato alla Verità, fatto ricco di saggezza, poiché la vera ricchezza del Fratello e della Sorella in cammino, come ci ricorda nel rituale il II° Sorv è: “… precipitare in profonda alchimia dentro questo Athanor che è Tempio della Saggezza, Sublimazione dell’Enneade d’Egitto”. Il numero 9 è infatti simbolo di creazione e di redenzione, e nove sono le colonne massoniche che nascondono molteplici livelli di significato, segnando il passaggio verso l’Ultraterreno, nel Tempio della Vera Saggezza che possiede un solo ingresso, che allude, alla “caverna iniziatica”. Durante i nostri Sacri lavori queste nove colonne divine rimandano simbolicamente, come sopradetto, al ruolo che le Luci e gli Ufficiali di Loggia sono chiamati a svolgere quali fondamenta esoteriche dell’Edificio interiore, dell’Officina alchemica nella quale il Fratello e la Sorella Liberi Muratori – frequentando con assiduità – apprendono l’arte Reale Sacerdotale e occulta Libero Muratoria di passare attraverso La Nigredo, o Opera al Nero, alla fase dell’Albedo, nota come Opera al Bianco, per approdare al Rubedo, l’Opera al Rosso, caratterizzata dall’incontro con l’archetipo del Sé. L’iniziato diventa così consapevole di quello che è sempre stato: una fiamma di essenza divina all’interno di un corpo fisico.Con il termine “Enneade” o “Grande Enneade” si identifica quindi il gruppo delle principali nove divinità della mitologia del pantheon egizio. Come è facile capire, il termine è latino, ma esso a sua volta deriva dalla parola greca Enneás (Ἐννεάς), che significa “i nove”.
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Il numero nove non è casuale, ma il suo significato nascosto è rinvenibile solo nei geroglifici, soprattutto in quelli presenti nei Testi delle Piramidi. Infatti, in essi non si trovano riportati i segni per l’intera trascrizione di “Grande Enneade”, bensì viene ripetuto per nove volte il geroglifico che indica la parola “dio”; tale ripetizione è costituita da tre gruppi di tre segni, cosa che si ricollega alla regola di formazione del plurale nella scrittura geroglifica, per cui esso si ottiene ripetendo tre volte lo stesso segno. Ciò sta ad indicare come l’Enneade, in realtà, possa identificarsi nell’aspetto molteplice del Dio Primordiale Atum.
Atum è l’Unità, mentre l’Enneade costituisce la Molteplicità, in quanto plurale dei plurali. È importante sottolineare, come nel corso della loro storia millenaria, gli antichi egizi crearono molteplici Enneadi, evento favorito dall’unificazione del regno durante la prima dinastia, la quale permise a molte culture di entrare in contatto e mescolarsi. Nessuna delle tante Enneadi era più valida delle altre, tutte narravano la verità. Nel seguito di questo tracciato tenterò di sviluppare in sintesi un’esegesi delle nove colonne così mirabilmente enunciate dal Rituale, basandomi sulla mia sensibilità e alcuni approfondimenti personalissimi, tenuto conto che nel corso delle mie ricerche bibliografiche ho rinvenuto un numero esiguo di autori che abbiano trattato in modo rigoroso una materia esoterica così delicata. Spero che questo mio lavoro possa suscitare interesse e successivi approfondimenti da parte dei miei Fratelli e Sorelle, alla tolleranza dei quali mi affido. Il posizionamento delle divinità del pantheon della sacra enneade d’Egitto in sovrapposizione ai ruoli degli Ufficiali in una Loggia Massonica di Rito Egizio della Gran Loggia di Sardegna di Memphis e Misraïm è di fondamentale importanza per la nostra Ritualità, non solo da un punto di vista simbolico, ma anche per la Tradizione Unica e Perenne che ciascuno di essi ricopre nel corso delle varie fasi e passaggi delle Sacre cerimonie di iniziazione nel Vero Tempio della Saggezza della Massoneria Azzurra.
❖ Il MV sublima la prima colonna della Sacra Enneade, quella di 𝐀𝐌𝐎𝐍-𝐑𝐀, nato dalla fusione di Amon dio dell’aria e del vento con il Dio del sole RA, fonte di LUCE di potenza e di saggezza, che promana da Oriente quale retto strumento della Parola eterna per i FF e le SS della Loggia che esso presiede, “…giacchè amore e forza senza saggezza non sono che intolleranza”.
❖ Il I Sorv simbolizza la seconda colonna della Sacra Enneade, 𝐏𝐓𝐀𝐇, divinità che attraverso la parola creò il mondo e tutto ciò che esiste. Esso aiuta il MV nei suoi insegnamenti ed è simbolo della bellezza che promana dal Verbo.
❖ La terza colonna del II Sorv si identifica con il dio 𝐊𝐍𝐇𝐔𝐌 divinità procreatrice, simbolo dello spirito della Forza primordiale che ha plasmato l’uovo cosmico da cui all’inizio dei tempi tutto è emerso.
❖ L’Oratore rappresenta la Quarta colonna di HORUS, divinità di regalità e di perfezione la quale trascende la luce dell’Anima, responsabile del rispetto e della difesa degli Statuti Generali dell’Ordine e del Regolamento della Loggia.
❖ La quinta colonna che sostiene insieme alle altre nove il Vero Tempio della Saggezza. è quella del Segretario, 𝐒𝐄𝐒𝐇𝐀𝐓 compagna di THOT, divinità della Scrittura, della Conoscenza dei Registri e degli Annali, la Memoria stessa della Loggia che ricordando le decisioni prese, contribuisce alla loro applicazione garantendo la continuità del Lavoro dell’Officina e dei suoi verbali nel Tempo e nello Spazio.
❖ La sesta colonna è quella del Grande Esperto che simbolizza il Dio OSIRIDE: smembrato e riunito grazie alla Magia delle sorelle Iside e Nefti, ha il compito, dall’alto della sua esperienza di Vita, Morte e Rinascita nell’Uno, di Invocare e ringraziare i Maestri Passati, di vigilare sulla regolarità dei Sacri Lavori Rituali, aiutando e sostenendo il Maestro delle Cerimonie nello svolgimento energetico della Ritualità.
❖ Il Tesoriere è la settima colonna della Sacra Enneade del nostro Tempio, HAPY, Divinità incarnazione della fecondità del fiume Nilo, che ne raccoglie i frutti, così assicurandosi le capitazioni dei Fratelli e Sorelle ed evitando ritardi che sarebbero dannosi per la vita della Loggia.
❖ L’Ospitaliere sublima l’ottava colonna del dio KHONSOU figlio di Amon e di Mut simboli della dualità primordiale: esso è il “messaggero dell’Amore Fraterno” responsabile dell’uso del “Baule di Iside” o “Tronco della Vedova”, adoperandosi instancabilmente per le opere caritatevoli che la nostra Obbedienza dispensa in silenzio e con discrezione a favore dei Fratelli e Sorelle bisognosi e delle loro famiglie.
❖ La nona e ultima colonna è quella del Copritore interno, 𝐒𝐎𝐁𝐄𝐊, il Dio Coccodrillo “Signore dal cuore alto” simbolo anch’esso della fertilità e della generosità della piena del fiume il cui ruolo viene per tradizione attribuito ad un ex Maestro Venerabile, chiamato a dare testimonianza di umiltà e devozione a tutti i Fratelli e Sorelle sigillando l’Athanor dei Sacri Lavori nel Vero Tempio Massonico della Saggezza, proteggendo il Tempio da qualsiasi forma di “violazione” dal mondo profano.
Risp.mo MV quelli appena descritti sono in breve alcuni dei simboli occulti sui quali siamo chiamati a meditare per “ricercare la continuazione degli antichi misteri dei Costruttori dei Sacri templi Iniziatici e del Tempio perfetto, La grande Piramide”.
L’iniziato per riuscire a diventare costruttore di sé stesso deve chiedere aiuto alla universalità dei simboli in movimento dei Rituali, nei quali può trovare il filo di Arianna per compiere fino in fondo la propria opera. È ardua l’arte di piegare la materia, ma plasmare lo spirito è una sublime lotta che, nell’ineffabile silenzio, può dissolversi nel nulla se priva di un preciso allineamento verso l’orizzonte della trascendenza. Per fruttuosamente ritrovare la vera “Consapevolezza del nostro Sé” allora ci riuniamo nella Sacralità dei nostri Templi e nel corso dei nostri architettonici lavori chiediamo in prestito all’Ordine Celeste “il modello simbolico” Così coniugando indissolubilmente Ritualità, Simbolo e Tempio forse un giorno ci avvicineremo a ri-scoprire il vero nesso tra esteriorità ed interiorità, tra sembrare Massoni ed essere Massoni. Perché il Rituale spiritualista di Memphis e Misraïm, deve essere per l’adepto una pratica costante, che, se ritmicamente ben ripetuta, tende all’osirificazione dell’iniziato con l’effetto di allentare il legame tra Corpo Fisico e Corpo Etereo, consentendogli di “sperimentare” progressivamente il primo stato della realtà sottile che va oltre i cinque sensi, ampliandone le capacità percettive. Si tratta ovviamente di un primo passo, perché la pratica rituale completa dei vari Gradi mira nel suo complesso a fare in modo che il Libero Muratore possa trasmutare spiritualmente secondo l’archetipo divino, Lavoro che non ha mai fine, sacro obiettivo che il Rituale ri-vela molto efficacemente per bocca del I° Sorv come “Costruzione del Tempio interiore ideale dell’uomo spirito costruito in cielo e in terra” alla quale segue quella “…del tempio fraterno della saggezza in terra e del tempio della verità giustizia in cielo” È vero, è proprio così: i Rituali Massonici elargiscono operativamente il programma iniziatico del nostro Venerabile Ordine. La Scuola Esoterica egizia della Gran Loggia di Sardegna di Memphis e Misraïm all’ODRUDMM è un Ordine Gnostico Tradizionale che persegue l’obiettivo di risvegliare, partendo dall’interno di ciascun Iniziato/a, la consapevolezza della presenza Divina, per pervenire forse, un giorno, all’identificazione finale del battito del nostro Cuore con quello del SADM Signore della Sacra Enneade d’Egitto.
La Sacra Enneade è dunque il cuore mitologico simbolico di questa intelligenza universale creatrice, mentre il Sublime Artefice dei Mondi ne rappresenta lo spirito ontologico.
Gli Iniziati che nel corso della propria vita – lavorando con perseveranza – sono giunti a udire la voce del Silenzio possono, forse, affermare di aver ascoltato il battito ineffabile del Cuore del SADM, perché il lavoro interiore di ognuno, è anche il lavoro al servizio di tutti. Per questo non importa quante volte ci smarriremo. Il numero dei fallimenti e delle sconfitte sarà sempre inferiore al numero delle volte che ci risolleveremo di nuovo con coraggio e vigore fino a intravedere la Vera Luce, per far crescere ancora una volta nel nostro petto la fiammella dell’Amore eterno, il SADM, Forza creatrice superiore che ha progettato e ordinato con forza, bellezza e saggezza l’intero universo.
Risp.mo MV auguro di cuore a tutti noi di abbattere Muri per costruire Ponti, e di arrivare a cogliere questa scintilla di Luce divina nel corso del prossimo Solstizio d’Inverno ormai alle porte, che quest’anno celebreremo a Roma il 16 dicembre 2023 E.V., conservandola nella nostra Anima per farne buon uso nel tempo avvenire, al fine di indicare – come testualmente nel Sacro Rituale recita il I° Sorv – dopo le conclusioni dell’Oratore, “ la strada della Tradizione agli Uomini di Buona Volontà! Ancora oggi è questo il nostro obiettivo per salvaguardare l’equilibrio universale!”
Desidero concludere questa mia umile Tavola recitando un’antica preghiera dedicata al SADM che mi accompagna costantemente dal giorno ormai lontano in cui casualmente ho avuto il dono di recitarla per la prima volta:
“SALUTE A TE, SIGNORE DELL’ETERNITÀ: A TE I CUI NOMI SONO MOLTEPLICI E DIVERSE LE FORME SOTTO CUI GLI UOMINI PRETENDONO DI ADORARTI. IL TUO NOME È DURATURO SULLE LABBRA DEGLI UOMINI; È NUTRIMENTO E SOSTANZA DAVANTI ALLA DIVINA ENNEADE, SPIRITO PERFETTO TRA GLI SPIRITI. EGLI È PIÙ ANTICO DELL’ENNEADE DIVINA. È COLUI CHE HA STABILITO LA GIUSTIZIA, COLUI CHE HA LASCIATO UN FIGLIO AL POSTO DEL PADRE. SALUTE A TE, FIGLIO ED EREDE DEL SIGNORE DELL’ETERNITÀ IL FERMO DI CUORE, IL GIUSTIFICATO! L’ENNEADE DIVINA E I MAESTRI DI GIUSTIZIA TI RENDONO GRAZIE, ONORI E OFFERTE. LE VIE SONO LIBERE E APERTE, IL MALE FUGGE, IL CRIMINE SI ALLONTANA DALLA TERRA, LA GIUSTIZIA È RISTABILITA DAL SUO SIGNORE.
CHE IL NOSTRO CUORE GIOISCA: IL FIGLIO HA CINTO LA CORONA E GLI È STATA TRASMESSA LA FUNZIONE PROPRIA DEL PADRE. IL TUO NOME È DURATURO SULLE LABBRA DEGLI UOMINI; È NUTRIMENTO E SOSTANZA DAVANTI ALLA DIVINA ENNEADE, SPIRITO PERFETTO TRA GLI SPIRITI EGLI È PIÙ ANTICO DELL’ENNEADE DIVINA. È COLUI CHE HA STABILITO LA GIUSTIZIA, COLUI CHE HA LASCIATO UN FIGLIO AL POSTO DEL PADRE.” (Da un antico rituale della Libera muratoria egizia)
Ho detto Fr:. Tat





