In ogni cosa è impresso il simbolismo del Divino. Il Sublime:. Artefice:. parla con un alfabeto fatto della sua stessa Opera. Spetta a Noi, Esseri Umani, a cui è data la capacità di entrare in connessione con la Grande Opera, du vederne il suo farsi in ogni aspetto della “Res Naturae“.

Il Fratello:. Tat ci accompagna, con una lettura dedicata a un’espressione del S:.A:.D:.M:., nel dispiegarsi del lavoro prezioso delle Api, instancabili e insostituibili alleate del Creato.


In questi giorni si celebra la Giornata Mondiale delle Api. Per molti è solo l’occasione per ricordarne l’importanza ecologica; per chi cammina sul sentiero iniziatico, è molto di più.

Presso gli antichi Egizi, le api erano associate al sole e alla regalità spirituale: simboli di ordine, dedizione, silenzio operoso. Messaggere della Luce, presenze solari in grado di trasformare il polline in miele, la materia in dolcezza, il lavoro in oro interiore.

Nella Tradizione esoterica, l’Ape è immagine dell’iniziato che lavora su di sé: raccoglie il meglio da ogni esperienza, ne conserva l’essenza, la elabora nel proprio Tempio interiore e ne trae un frutto utile, nutriente, puro.

Come l’Ape, che passando di fiore in fiore compie un servizio invisibile ma fondamentale, l’Iniziato è chiamato a un’opera silenziosa, fondata sul discernimento, sulla selezione del vero, sul rispetto della diversità, sgrossando con pazienza e dedizione la propria pietra grezza.

L’alveare è un microcosmo perfetto: armonico, gerarchico, matriarcale. Ogni ape conosce il proprio compito e lo svolge senza clamore. Le operaie — tutte femmine sterili — dedicano la vita all’ordine e alla continuità. I fuchi vivono solo per fecondare e poi sparire. Le guardiane, quando serve, sacrificano la vita per proteggere il miele.

Il messaggio è forte: la libertà non è anarchia, e il Bene comune richiede disciplina, offerta, capacità di discernere chi può entrare nel Tempio.

Nella simbologia iniziatica più profonda, l’Ape rappresenta la possibilità di trascendere la dualità: integrare in sé il principio attivo e quello ricettivo, il coraggio e la dolcezza, il rigore e la grazia. Solo chi riesce a unificare questi aspetti può risalire verso la Luce, e offrirne un riflesso nel mondo.

L’Ape non è solo un animale sacro, ma un Maestro discreto: ci insegna a raccogliere, a selezionare, a costruire, a difendere — e infine a donare.

Che questo giorno dedicato a Lei ci ricordi che ogni fiore, ogni gesto, ogni atto può diventare parte di un’opera d’arte più grande. Basta saperne cogliere il senso.

F.’ .Tat


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