Da quando sono nato cammino in un pavimento a scacchi, nel mio Tempio interiore, muovendomi tra gli opposti, nel gioco della vita come in una scacchiera, passo dopo passo, con consapevolezza, direzione e intensità differente, oggi come un re, domani come una regina o un semplice pedone nel mondo profano che avanza alternativamente nel bianco e nel nero. Una vera e propria scacchiera dove si combatte il gioco della vita, tra gli opposti. Una vera e propria raffigurazione del mondo in cui si alternano e si equilibrano lo Yin e lo Yang. E’ il campo d’azione delle potenze cosmiche rappresentato nel suo aspetto bidimensionale e anche continuazione, nel Tempio, del binario delle due colonne.
Nella dottrina taoistica, l’uomo è indicato come Figlio del Cielo e della Terra; in Occidente Dante lo raffigura all’orizzonte: “qui est medium duorum emispheriorum” ( cioè tra i due emisferi) e perché tutto ciò che sta in mezzo conosce la natura degli estremi, è necessità che l’uomo partecipi ad entrambi” e quindi camminare attraverso” il pavimento a scacchi tra il bianco e il nero.
Per il Massone la scacchiera è un potente simbolo che lo richiama al prudente
senso di abilità necessario ad affrontare i contrasti dell’esistenza.

Un giorno entro nel Tempio, quello Massonico, c’è un altro pavimento a scacchi, anch’esso sovrastato dalla volta celeste, lo osservo, lo squadro, mi cattura, e mi colpiscono i suoi tre elementi, non solo gli opposti, le due luci, il bianco e il nero, la luce e l’ombra, l’essenza e la sostanza, lo spirito e la materia quella del giorno e della realtà e quella della notte e delle sue illusioni, il bene il male e tutte le copie di opposti che caratterizzano la nostra esistenza, ma mi colpisce soprattutto il terzo elemento, quello invisibile, il solco, la via di fuga, posta al centro per sgrezzare e rendere la pietra lineare.
Quella via di mezzo, quella colonna centrale che integra gli opposti. Quella via che ci ricorda il cammino che dobbiamo percorrere e l’abilità necessaria per affrontare i contrasti della nostra esistenza, il superamento degli opposti contrastanti rappresentati dal pavimento a scacchi e la necessità di ricomporre ciò che è separato. La via di mezzo è il punto di equilibrio, ovvero l’armonia che si consegue dagli opposti, quella via mediana che si mantiene ad eguale distanza da ciascuno dei due estremi, non avvicinandosi a nessuno dei due.
Come dicevano i pitagorici la diade (coppia di elementi, concetti, principi e cosi via) è generata dall’unità che si allontanava o si separava da se stessa, che si scindeva in due. Il profano non distingue quelle sottili linee di separazione e seguendo la via “larga”, la via “exoterica” passa direttamente sulle piastrelle bianche e sulle piastrelle nere, rimanendo nell’incertezza morale. L’iniziato al contrario, senza rigettare la morale comune, sa elevarsi sopra di essa e al contrario del profano segue la via esoterica, la via stretta, più sottile, e passa tra il bianco e il nero che comunque continuano a interagire con il suo cammino.

L’iniziato cammina sugli opposti, li trascende, li domina, pone un freno alla sua natura inferiore sensibile calpestandola sotto i suo piedi.


Un simbolismo che mi fa comprendere che volendo attenersi al bianco, si è assaliti da ogni lato da forze oscure, le nere, che tendono alla tentazione. Per contro chi volesse fare del “nero” la sua regola di vita, presto si troverebbe a dover abbandonare la sua posizione, sia con la morte, che dalle leggi della società civile, ma il camino dell’iniziato dovrebbe renderlo di fatto imperturbabile alla legge di causa ed effetto alla quale è soggetto il profano. La via di mezzo, quella colonna centrale diventa il punto di equilibrio, il punto dove tutto si integra in una forma di trasmutazione continua. Possiamo aggiungere al pavimento a mosaico anche un significato ermetico alchemico secondo il quale per fare la Grande Opera sono necessari un fluido di luce e uno di ombra, e gli scacchi bianchi e neri rappresentano il manifesto e il non manifesto, egualmente presenti nel Tempio.

Un aspetto importante del pavimento a mosaico, denominato anche quadrilungo, è il suo collegamento con la geometria sacra. Secondo alcuni autori, dovrebbe avere proporzioni di ¾: in questo caso la diagonale avrebbe dimensione 5, risultando cosi formato da due triangoli di Pitagora. Tuttavia restando nel campo pitagorico, alcuni autori considerano corrette le dimensioni del cosiddetto rettangolo d’oro, quello avente rapporto che si riferisce alla sezione aurea. La straordinaria ricorrenza delle proporzioni auree in svariati contesti nella natura che ci circonda, è considerato simbolo di bellezza e armonia.
Il pavimento a scacchi è sovrastato dalla volta stellata che rappresenta la sconfinata armonia cosmica, che per raggiungere la quale è necessario levarsi lottando e superando gli opposti contrastanti rappresentati dalla dualità a cui l’uomo è solitamente ancorato da una forza invisibile è sconosciuta.
Quando esco dal Tempio, entro nel mio Tempio con una consapevolezza sempre maggiore, da iniziato, percorro quotidianamente quel solco rettilineo circondato dall’illusione, insieme ai miei Fratelli ma solo nel mio percorso. Il Punto di partenza è il ritorno all’unità “ut unus fiat ex pluribus” ( che da molti se ne faccia uno)


Ho detto.
Fr:. Lux


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