Apro la Tavola con una citazione, tratta dal Faust di Goethe:
“Io sono una parte di quella forza che eternamente vuole il male ed eternamente opera il bene”

Prima di addentrarci in questo percorso del quale, al momento, non so ben individuare la meta, vorrei che entrassimo nella profondità di noi stessi.
Chiudendo gli occhi, tenendo l’attenzione sul respiro e restando sul momento presente, Fratelli e Sorelle, vi conduco nell’Oscurità della Caverna, laddove ogni cosa è apparenza, affinché, alla fine del viaggio, possiamo, insieme, uscire dal giogo della rappresentazione, diventando, anche oggi, portatori di Luce. Inspirando andremo sempre più in profondità, espirando lasceremo andare le incrostazioni della mente.


Il percorso è arduo, come descritto dal Maestro dei Maestri, Dante.


Immaginiamo di essere nella Caverna platonica, l’immagine di Satana e Lucifero, proiettate sulla parete sono pressoché identiche e sovrapponibili.


Ma è così?


Il male, nelle sue accezioni e varianti è una manifestazione polarizzata del bene, il suo lato opposto, quella forza che, costantemente opera, di contro al bene per, poi, giungere a quel bene assoluto che è “il giusto e perfetto” che noi stessi riconosciamo nel nostro percorso iniziatico e che il FR:. Goethe ci ricorda.


Satana e Lucifero, corrispondono?


Le due figure che rappresentano, nel mondo profano, la stessa espressione del male, sono, per noi iniziati, figure diametralmente opposte. Perdonatemi Fratelli e Sorelle se uso dei termini così categorici, questo è ciò che sento in coscienza e ciò che l’Anima mi suggerisce di riportare.
Satana è espressione derivante dall’azione del demiurgo, mentre Lucifero è espressione dell’azione dell’Uno.
Prometeo, Cristo, Dioniso, Lucifero, espressioni dell’Uno che portano Luce nel mondo, fari dell’Uno all’interno della creazione del demiurgo.


Satana, l’oppositore; Lucifero, il portatore di Luce.


I loro nomi, nella loro etimologia, ci dicono ciò che dovremmo intuire:
Satana, si oppone. A chi?
All’Uomo che tende all’Uno. Essendo una creatura del demiurgo, perciò imperfetta, la sua azione può essere di sola opposizione, non di creazione.


Lucifero, porta la Luce. A chi?
Consideriamo Prometeo. Plasma l’Uomo e di questa creatura si innamora. L’Uomo, dentro di sé, porta la scintilla dell’Anima, come lo stesso Prometeo. Punito dagli dei (arconti), per aver aiutato gli uomini a scoprire il Fuoco, trascorre l’eternità incatenato a una roccia, dove un’aquila, simbolo della connessione tra la terra e il creatore di questo mondo, gli divora il fegato (che costantemente ricresce), centro dell’Anima.
Questo è ciò che ambisce ad avere il creatore di questo mondo: l’Anima, la “stessa sostanza del Padre”.
Ecco, il perché della atavica paura di Satana, poiché egli, come l’aquila che divora il fegato di Prometeo, si oppone alla piena realizzazione dell’Anima, ambendo a divorarla pezzo per pezzo.
L’anima, però, quale seme dell’Uno, non può essere distrutta.
Gesù diviene Cristo, quando, sulla croce, muore portando la Luce agli uomini.


Potrei, perciò, dire che Lucifero, nella sua reale missione, è emanazione dell’Uno che si manifesta sul piano materiale?
La Parusia platonica, dell’Uno manifesto nel piano materiale, si potrebbe realizzare attraverso Lucifero, colui che riaccende la scintilla dell’Anima umana, riportando l’Uomo in piena connessione con la parte di sé che appartiene all’Uno.
Ecco perché, nella sua mitologia, Lucifero è un “Angelo Caduto”, perché nella mitologia creata dal demiurgo, il portatore di Luce è denigrato, poiché, dai piani supernali si incarna nei piani “infernali”, nella materia, nella linea orizzontale.
La caduta verticale, incontra la linea orizzontale che realizza nel centro perfetto della realtà demiurgica, la Croce, la Rosa Mistica.


L’equilibrio tra Satana e Lucifero nella Coscienza dell’individuo

Il tempo è tiranno Fratelli e Sorelle, gli spunti sono tanti e tante restano le domande.
Un ultimo punto, prima di concludere: in che modo agiscono, perciò, Satana e Lucifero, nella nostra sfera quotidiana?
Come sempre, sono le azioni che mostrano le scelte dell’essere umano. Ascoltare l’Anima, seguire il suo richiamo, porsi delle domande e cercare di sviscerare e superare la realtà materiale è dirigersi verso la Luce, quella che porta oltre il Velo, oltre i piani in cui gli arconti ci tengono prigionieri.
Agire per opporsi a tutto ciò è compiere la via dell’oppositore, nel suo dividere.
La Coscienza, quale ente superiore e non legato al corpo mentale, si manifesta senza che da questo piano inferiore sia scalfita.
Ecco, perché, nel suo divenire, anche ciò che è divisione, ha un unico destino, ritornare all’Uno.
Ritorniamo, ora, nella nostra Loggia, nel nostro Sacro Tempio; Fratelli e Sorelle. Qui, oltre il Velo, c’è l’Uno. Ascoltate la voce, seguite il richiamo e siate Voi, portatori di Luce, espressione di quel ritorno.
“Egli venne come testimone per render testimonianza alla Luce, affinché tutti credessero per mezzo di Lui”.


Non abbiate timore dell’oscurità: non praevalebunt!
Ho detto.


Scopri di più da GLdSdMM

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

I PIÙ LETTI

Scopri di più da GLdSdMM

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere